Un itinerario di lusso in Valle d'Itria: 7 giorni tra esperienze autentiche, borghi bianchi e masserie


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Sette giorni nella Valle d'Itria non bastano mai, ma sono sufficienti per capire perché questa porzione di Puglia sia diventata una delle destinazioni più ambite d'Europa.

 Non è solo una questione di trulli o di ulivi millenari, anche se il paesaggio ha una qualità pittorica che i viaggiatori internazionali riconoscono immediatamente. È soprattutto una questione di stratificazione: ogni borgo racconta un capitolo diverso, ogni masseria ha una storia che si sente ancora nell'aria, ogni calice di Locorotondo DOC versato al tramonto porta con sé qualcosa di antico e di preciso.

Questo itinerario è costruito per chi vuole attraversare la Valle d'Itria con il passo giusto: abbastanza lentamente da assorbire i dettagli, abbastanza curato da non sprecare nessuna delle sette serate. La base di partenza, ovunque si scelga di alloggiare, è sempre una dimora di pregio: masseria, trullo ristrutturato o boutique hotel immerso nella campagna. Raro Villas ha una selezione di strutture distribuite su tutto il territorio che permette di costruire questo itinerario senza compromessi.


Giorni 1 e 2: arrivo ad Alberobello e primo respiro della Valle

Alberobello è il punto di ingresso naturale per chi arriva da Bari o dall'aeroporto di Brindisi. La città è patrimonio UNESCO dal 1996 e i suoi trulli sono probabilmente le architetture più fotografate del Sud Italia, ma il rischio di vederla come una destinazione puramente turistica si evita scegliendo il momento giusto: le prime ore del mattino, quando i vicoli del Rione Monti sono silenziosi e la luce piega tra i coni di pietra calcarea in modo che nessuna fotografia rende davvero.

Il primo pomeriggio merita una sosta a Locorotondo, a pochi minuti di auto. È uno dei borghi più belli d'Italia, riconosciuto con la Bandiera Arancione del Touring Club per l'armonia delle sue forme e la percorribilità a piedi del centro storico. Le sue "cummerse", le caratteristiche case con tetto spiovente in due strati di chiancarelle, sono diverse dai trulli ma ugualmente uniche: si percorrono i vicoli guardando verso l'alto, dove i tetti creano una geometria che cambia ad ogni angolo. Dal belvedere di Locorotondo si apre un panorama sulla Valle d'Itria che nelle giornate limpide non ha eguali.

La sera, la cena al EVO di Alberobello chiude i primi due giorni con il livello giusto: sedici coperti, vini esclusivamente pugliesi di piccoli produttori, e un menù costruito attorno all'extravergine d'oliva in 25 cultivar diverse.

Per il soggiorno, Trullo Emmebi offre piscina panoramica, 5 suite e vista diretta sulla Valle d'Itria, con 10 posti letto ideali per gruppi o famiglie. In alternativa, Trulli Pozzo del Geco a Locorotondo ospita fino a 6 ospiti in un complesso di trulli con piscina privata nelle campagne di Cisternino, ideale per chi vuole totale immersione nel paesaggio autentico della Valle.

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Giorni 3 e 4: Martina Franca, Cisternino e la cultura delle carni alla brace

Martina Franca è la capitale barocca della Valle d'Itria, un primato che condivide con nessuno. La Basilica di San Martino e il Palazzo Ducale sono i due poli di un centro storico che sorprende per la qualità dell'architettura e per il silenzio che ancora si trova nei suoi cortili interni. La città ospita ogni luglio il Festival della Valle d'Itria, una delle più importanti rassegne liriche d'Italia, e porta con sé una vivacità culturale che si percepisce anche fuori stagione.

Dal punto di vista gastronomico, Martina Franca è il luogo dove assaggiare il capocollo DOP: affettato sottile, accompagnato da un bicchiere di vino locale, è uno di quei prodotti che rappresentano una tradizione centenaria di conservazione e stagionatura delle carni. La norma locale vuole che non si lasci Martina Franca senza averlo assaggiato.

Il terzo giorno si chiude a Cisternino, uno dei 100 borghi più belli d'Italia, dove la tradizione delle bombette ha trasformato le macellerie con fornello del centro storico in un'istituzione gastronomica riconosciuta a livello nazionale. Le bombette (involtini di carne di cavallo o vitello ripieni di formaggio, cotti alla brace nel braciere a vista) non sono street food nel senso convenzionale del termine: sono un rito sociale che si consuma in piedi, al banco, con una birra ghiacciata e il fumo che arriva dai bracieri. Difficile trovare qualcosa di più autentico.

Per questi due giorni, Trullo Cielo nelle campagne di Martina Franca è la base ideale: un grande trullo con suite padronale indipendente, piscina e posizione centrale rispetto ai borghi della Valle. Trulli Itaka a Ceglie Messapica offre invece 4 camere in due unità indipendenti con orto biologico e area barbecue: perfetto per chi vuole cucinare con i prodotti del territorio.


Giorni 5 e 6: Ceglie Messapica, Ostuni e le masserie storiche

Ceglie Messapica, dichiarata "Città d'Arte e Terra di Gastronomia", è il borgo che i buongustai hanno scoperto prima degli altri. Il suo centro storico in calce bianca, con i vicoli lastricati in chianche e le piazzette silenziose, è il contesto ideale per la cena da Cibus: convento del XV secolo, quasi 300 piatti ruotanti con le stagioni, tartare di vitello podolico, sagnapenta al ragù e stufato di asino in terracotta. La cucina pugliese prima che diventasse una tendenza internazionale.

Il quinto giorno si apre verso Ostuni, la Città Bianca per antonomasia. Il centro storico medievale che domina la pianura adriatica è uno dei panorami più riconoscibili della regione, ma Ostuni vale molto più di uno scatto dall'esterno: i vicoli del borgo antico, la Cattedrale gotico-romanica, i palazzi nobiliari trasformati in B&B di charme, la terrazza panoramica da cui il mare sembra a portata di mano anche se dista venti chilometri.

Il sesto giorno è dedicato a Masseria Il Frantoio, a pochi minuti da Ostuni: cena nel cortile esterno con cucina a km 0, quattro extravergini della masseria, 300 piatti che ruotano con le stagioni. Un appuntamento che va prenotato con anticipo e che molti ospiti Raro Villas considerano il momento più memorabile dell'intero soggiorno.

Per questi due giorni, Masseria Borgopietra è la scelta di riferimento: 7 camere, 14 posti letto, piscina e 4 ettari di ulivi secolari a soli 4 km da Ostuni. Per chi cerca la formula boutique hotel con servizi inclusi, Masseria Lamagrotte by Raro Rooms offre camere e suite in una masseria del 1800 a 800 metri dal mare del Parco delle Dune Costiere, con colazione e assistenza incluse.

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Giorno 7: un'esperienza finale tra cantina, frantoio e campagna

Il settimo giorno non è un giorno di spostamenti ma di immersione. La Valle d'Itria produce due vini DOC riconosciuti, il Locorotondo DOC e il Martina Franca DOC, entrambi bianchi da uve Verdeca e Bianco d'Alessano. Una visita in cantina, con degustazione abbinata ai formaggi locali e al pane di Altamura, è l'esperienza più indicata per chi vuole portare a casa qualcosa che vada oltre il souvenir.

In alternativa, molte delle masserie storiche della Valle organizzano visite al frantoio, dove è possibile assistere alla spremitura delle olive (in stagione, tra ottobre e novembre) o degustare oli extravergini di cultivar autoctone. È un'esperienza che cambia per sempre il modo in cui si percepisce l'olio pugliese, e che Raro Villas può organizzare su richiesta per i propri ospiti.

Chi desidera strutturare l'ultimo giorno con un'escursione naturalistica può percorrere il Bosco delle Pianelle vicino Martina Franca: un'area protetta di macchia mediterranea con gravine, sentieri segnalati e la Grotta del Sergente Romano, probabile rifugio dell'ultimo brigante di Puglia. Un angolo della Valle d'Itria che pochi turisti conoscono e che vale il detour.

Per esplorare l'intera gamma di ville, trulli e masserie Raro Villas disponibili nella Valle d'Itria e costruire un itinerario personalizzato, il team è disponibile attraverso il modulo di contatto per una proposta su misura basata sulle date, il numero di ospiti e le preferenze di soggiorno.